giovedì 22 settembre 2011

Basta una piccola crepa per segnare un destino

Di crepe ce n'è più di una: alcune vecchie, altre più recenti, l'ultima di ieri sera.
Ciascuno di noi ha la propria idea di cosa sia giusto e di cosa non lo sia, ciascuno di noi è sinceramente convinto di avere ragione. Probabilmente abbiamo ragione tutti, ma questo non servirà a tenere in vita un'idea comune che non esiste.
Teniamoci pure il concerto, teniamoci pure le messe solenni. Il punto non è cosa fare, ma cosa essere. E in questo momento non siamo niente, se non una possibilità di intrattenimento personale.
Peccato.
M.

4 commenti:

Flavia ha detto...

Ciao a tutti. Sono d’accordo con Mattia, ed è ovvio, che ci siamo persi per strada un po’ per volta e che quella di mercoledì è stata solo l’ultima di tante batoste. In questo momento siamo molto più vulnerabili del solito anche perché abbiamo perso altri coristi e siamo rimasti in pochi, perciò i problemi si fanno sentire non poco.
Siamo d’accordo tutti nel dire che sono cambiate tante cose negli ultimi anni, non solo nel coro, ma soprattutto in parrocchia (per fortuna!) e l’errore che abbiamo fatto in tanti (mi ci metto per prima) è stato quello di non capire il modo in cui sono cambiate (anche a nostro favore) e il modo in cui dovremmo cambiare anche noi come coro (ma poi qual è quello giusto?).
Fatta questa premessa – forse banale – credo che sia difficile per tutti abituarsi ad una parrocchia e ad un coro diversi, anche se per quanto riguarda la prima ormai le cose sono cambiate da un po’ di tempo. Questa non vuole essere una giustificazione, anzi. Penso solo che poiché ognuno di noi ha la sua individualità (abbiamo varie età e idee e obiettivi diversi per forza di cose) e dato che sono cambiate tante cose (e continuano a cambiare) ci vorrà del tempo per ritrovare un equilibrio e per capire chi siamo. E’ verissimo che ora come ora non siamo niente, ma visto che ci siamo dati degli obiettivi comuni (le messe solenni e non, il concerto) può essere che preparando qualcosa assieme riusciamo a scoprire cosa vogliamo essere. Forse sono troppo ottimista, anzi è probabile, ma credo veramente che se ci siamo resi davvero conto che questo è il momento di svegliarci e di darci una mossa (anzi è già tardi!), se vogliamo assumerci le nostre responsabilità e impegnarci di più per un fine comune (qualsiasi esso sia) allora penso che potremo trovare assieme le risposte che stiamo cercando. L’importante è che le cerchiamo assieme e soprattutto che abbiamo voglia di cercarle.
Spero di non aver fatto troppi giri di parole.
Flavia

Luvi ha detto...

Beh, è vero che forse ci siamo persi un po’ la bussola ultimamente, come dice Flavia sono cambiate molte cose, e noi anziché seguire il cambiamento ci siamo persi, per cui ora siamo disorientati…
Io ricordo che un sacco di tempo fa si parlava di fare “un’associazione”… forse è arrivato il momento per ripensare a questa cosa… secondo me sarebbe utile, per cercare di darci un’identità, come gruppo unito. Indipendentemente dal tipo di associazione che andremo a costituire e dall’obiettivo che ci daremo…
Possiamo decidere di costituirci come vero e proprio coro della parrocchia con l’intenzione di animare tutte le messe; oppure il “coro solenne della parrocchia” per animare le celebrazioni solenni (tante parrocchie hanno questi due cori); possiamo essere il coro che prepara concerti… possiamo anche essere tutte queste cose assieme…
È vero che ci stiamo assottigliando, però non dobbiamo disperderci ulteriormente… e io riproponevo questa cosa dell’associazione perché credo che sarebbe davvero utile per trovare un’identità comune, per darci il senso di appartenenza ad un gruppo definito.
Decidiamo cosa vogliamo fare e costituiamoci come “gruppo che fa quella cosa”, siamo anche in pochi non dovrebbe essere così difficile mettersi d’accordo, (ok, ognuno ha le sue opinioni però se ad esempio io fossi l’unica a voler fare una determinata cosa non è che mollo tutto perché non si fa quello che voglio io! Seguo la maggioranza ovviamente… non si obbliga nessuno, però se tutti vogliono fare le domeniche mattina –ad esempio- di cui io non vado particolarmente matta, però se si decide questo mi adeguo e cerco di impegnarmi la domenica mattina…)
Questo inoltre servirebbe anche a capire e a distinguere chi si vuol mettere veramente in gioco da chi non vuole… no?
(io ho parlato di “associazione” ma intanto va bene anche dire: “siamo il gruppo che fa la determinata cosa”)

Luvi ha detto...

ma poi è proprio così impossibile ripristinare le prove del sabato pomeriggio e chi vuole si ferma a messa?? perchè a me piaceva da morire, ed anche per questo che ora abbiamo tutti questi problemi la domenica mattina! perchè siamo sempre andati al sabato pomeriggio e per le celebrazioni solenni... è sempre stato così per cui ora la domenica mattina ci suona un po' "strana" (non è solo la mia opinione, lo scrivo perchè so che c'è qualcuno che la pensa così!! ehm ehm!! )

Flavia ha detto...

Sono d'accordo con la Luvi e assolutamente favorevole all'associazione!
A me piaceva tantissimo la messa del sabato e mi piacerebbe un sacco riprendere questa tradizione però temo che ormai non sia più possibile tornare indietro. E' molto più logico cantare la domenica (è la messa principale e c'è molta più gente), senza contare che ci perderemmo i bimbi che vengono a cantare e che con un po' di pazienza e fortuna potrebbero unirsi a noi definitivamente.