sabato 8 gennaio 2011

Grazie

Grazie a chi c'era

Grazie a chi ha dedicato tutto il proprio pomeriggio al concerto per poter cantare due ore o suonare un'ora

Grazie a chi ha dedicato tutto il proprio pomeriggio al concerto, e non ha cantato né suonato

Grazie a chi ha dedicato di meno, ma era comunque di più di quello che avrebbe potuto

Grazie a chi non ce l'ha fatta a venire, ma avrebbe fatto qualsiasi cosa per esserci

Grazie a chi è venuto nonostante non avrebbe potuto

Grazie a chi è venuto anche con le corde vocali a pezzi e i bronchi devastati, perché ci ha ricordato che cantare in un coro è innanzitutto stare assieme e condividere la costruzione di un piccolo sogno

Grazie a chi ci ha impedito di essere divorati dal coccodrillo, facendoci entrare solo dopo che la belva aveva finito il pasto nonostante noi fossimo già lì

Grazie a chi ci ha impedito di essere divorati dal coccodrillo, facendoci uscire di fretta prima che l'ora del coccodrillo arrivasse

Grazie a chi ha testato l'orecchio musicale del maestro facendogli accompagnare un salmo che non aveva mai sentito in vita sua, perché gli ha fatto capire di non essere ancora bollito del tutto

Grazie a chi ha montato, smontato e rimontato l'impianto in tempi da pit-stop

Grazie a chi ha abbassato le luci mentre montavamo e smontavamo l'impianto, perché ci ha permesso di concentrarci sulle cose importanti e di trovare la luce dentro di noi

Grazie al nostro impianto audio, che ha deciso di farci sentire la sua presenza intervenendo di sua spontanea iniziativa nel processo creativo di due esecuzioni

Grazie a chi ha testato con calci ben assestati la stabilità del nostro schermo per le proiezioni, perché ci ha fatto capire di aver fatto un buon lavoro

Grazie a tutti quelli che ci hanno applaudito in sincerità, e a tutti quelli che in sincerità hanno lasciato il loro commento su FB, perché non ci specchiamo negli applausi, ma siamo felici se regaliamo un momento di felicità

Grazie a tutti quelli che sono ossessionati dalla forma, perché ci fanno capire ogni volta che la sostanza è la parte migliore

Grazie a tutti perché anche se eravamo al settanta per cento abbiamo cantato e suonato al centotrenta. Perché era difficile, ma ne siamo usciti a testa alta

Grazie a tutti per come hanno cantato e suonato, perché non solo hanno dato il meglio di loro stessi, e si è sentito, ma lo hanno fatto sentendosi parte di un coro, e questo si è sentito ancora di più

Grazie.

2 commenti:

Federica ha detto...

E non ringrazi il servizio meteorologico che ha ciccato la previsione di neve??
E il boccone del riscaldamento che non ci ha essicato la gola come nelle messe di Natale??
E i coristi lontani che su richiesta hanno acceso un cero per noi?
E madre natura per aver invetato l'erisimo e l'industria farmaceutica per averlo racchiuso in mille e mille caramelle diverse?
E il potenziometro della cassa grande che non ci ha tirato il pacco questa volta?
E la chiesa di Villimpenta che stavolta abbiamo veramente depredato?
E il Maestro trasformista che abbiamo visto nella stessa canzone fungere da: musicista, cantante, direttore, metronomo, tecnico audio e ingegnere elettronico il tutto saltellando come un grillo? Per battere questo record la prossima volta ci devi servire anche da bere!
Ok...la finisco qui :o)) Era troppo poetico... dissacrarlo è stato più forte di me :o))
Per i due punti in cui mi sono sentita coinvolta: prego, è stato un piacere e un dovere, grazie a te!
Federica

superTina ha detto...

GRAZIE a te maestro!
Grazie per i momenti belli ed esaltanti, pieni di soddisfazione ma anche per quelli brutti e scoraggianti che, nonostante i "cicchettoni" da scorticare non ci hanno fatto rinunciare ma ci hanno spronato a cercare di fare meglio.
Alla prossima avventura!
P.S. GRAZIE ai compagni di viaggio.